ITALIA - Veneto

Un viaggio nella storia

  • Medio
  • Turismo Responsabile , Trekking
  • 4 giorni / 3 notti
  • Come da Programma

L’Altopiano di Asiago, anche detto “dei Sette Comuni”, sorge in Veneto a 1000 metri di altitudine, in provincia di Vicenza.
Salendo dalla pianura per una ripida strada di dieci tornanti, l'altopiano mostra un magnifico paesaggio fatto di vasti prati, paesi dagli alti campanili e una corona di vette. 
L’aria tersa e la scarsa presenza di luce urbana fanno di Asiago un luogo ideale per osservare le stelle, tanto che nel 1942 vi fu fondato l’Osservatorio astrofisico, con il telescopio Galileo, all'epoca il più grande d’Europa.
Nelle vicinanze, sulla cima del colle Leiten, campeggia la sagoma del Sacrario Militare dove sono raccolte le spoglie di oltre 54 mila soldati.

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Dettagli

PROGRAMMA DI VIAGGIO

1°giorno: Arrivo ed escursione Monte Zovetto
Arrivo con mezzi proprio entro le ore 14.30 a Gallio e sistemazione bagagli. L’escursione di oggi è facile e adatta a tutti. La zona è famosa per gli avvenimenti accaduti durante la Prima Guerra Mondiale e, in particolare, per essere stata occupata dalle truppe inglesi nel 1918. Nella parte sommitale del Monte Zovetto ci sono ancora oggi ben visibili i segni di quel tragico periodo con una complessa linea di trincee iper-fortificate.

Caratteristiche del percorso
Difficoltà: facile
Dislivello: 150 m
Lunghezza: 3,6 km a/r
Tempo: 2 ore

Il punto di partenza dell’escursione è situato in corrispondenza della Cappella di Sant’Antonio a Cesuna. (superato l'abitato di Canove per chi arriva da Asiago, si trovano le indicazioni per Cesuna. Proprio in centro al paese svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Kubelek e dopo qualche chilometro si raggiunge un bivio che porta alla Cappella e al punto di partenza.). All’inizio del percorso incontrerete i 2 cimiteri della Val Magnaboschi e, superati, proseguirete attraverso un sentiero che attraversa un bosco misto di Faggio, Abete Bianco e Abete Rosso dove una salita vi porterà verso la zona soprastante del Monte Zovetto. Uscirete dal bosco e dopo un tornante imboccherete una strada sterrata che vi porterà nuovamente a percorrere un tratto nel bosco per arrivare poi alla parte sommitale del Monte Zovetto. Da qui percorrerete la linea fortificata camminando all’interno delle fortificazioni e delle postazioni per mitragliatrici blindate. Il punto di arrivo è il Rif. Kubelek dove è presente il cippo in memoria della Brigata Liguria che qui resistette agli attacchi austro-ungarici durante la Strafexpedition nel 1916 e da dove si può avere uno splendido panorama su tutto l’Altopiano. Al ritorno prenderete la strada principale che scendendo dal Rifugio Kubelek vi porterà dopo circa mezz’ora al punto di partenza. Possibilità di rilassarsi in SPA fino alle ore 19.30. Cena e pernottamento.

2°giorno: Monte Ortigara
Partenza ore 9.00 dopo la colazione per il Monte Ortigara. È un’escursione di media difficoltà che porta a conoscere uno dei luoghi più famosi della Prima Guerra Mondiale (battaglia dell’Ortigara, giugno 1917) ancora ricco di resti, testimonianze e monumenti come la famosa colonna mozza posta sulla cima. È anche un itinerario di tipo naturalistico dovuto all’ambiente lunare della montagna e anche faunistico e floristico per la presenza di animali e vegetazione protetti e particolari.

Caratteristiche del percorso
Difficoltà: E
Dislivello: 350 metri
Lunghezza: 7 Km a/r
Tempo: 2.40h a/r

Da Gallio si prende la strada che porta a Campomulo; si prosegue oltrepassando Malga Mandriele, fino ad arrivare a Piazzale Lozze dove si lascia l’auto. (dal Rif. Campomuletto strada sterrata). Da qui seguirete il sentiero n. 840 ben segnato, procedendo verso la mulattiera che porta alla Chiesetta del Lozze (Qui è possibile anche visitare un Ossario, contenente i resti umani ancor oggi reperibili sul campo di battaglia). Superata la chiesetta è consigliabile procedere dentro la trincea e visitare l’osservatorio del Colonello brigadiere Jacopo Cornaro. Arriverete così a quota 1920m del M. Lozze da dove si gode di uno strategico punto panoramico per capire il vasto campo di battaglia dell’Ortigara. Continuerete verso il Baito Ortigara per lasciarlo poi alle spalle e proseguirete verso Ovest, passando lungo il Coston dei Ponari. Salendo arriverete alla trincea austroungarica scavata all’interno della roccia. Dopo poco giungerete alla sommità del monte, a quota 2105m dove troverete il cippo italiano, da qui, scendendo a quota 2086m troverete il cippo austriaco. Qui il sentiero si fa più ripido, prestare attenzione soprattutto se bagnato. Dopo questo tratto, a metà percorso entrerete all’interno di una galleria e seguirete, poi, il sentiero verso sud all’interno del Vallone dell’Agnellizza. Da qui il panorama è spettacolare, a destra il Monte Ortigara e sinistra la Cima della Caldiera. Da qui il ritorno è sulla stessa via dell’andata. Pranzo al sacco. Per il pomeriggio potete rilassarvi nella SPA dell’hotel, oppure, se siete amanti dei formaggi, consigliamo di andare al Caseificio Pennar dove è possibile acquistare il Formaggio Asiago e altri prodotti Caseari. Cena e pernottamento.

3°giorno: Monte Cengio
Partenza ore 9.00 dopo la colazione per il Monte Cengio. Un altro spettacolare itinerario che vi condurrà a uno dei luoghi più spettacolari e significativi della Prima Guerra Mondiale. Percorso poco impegnativo con un elevato valore storico da dove si può ammirare uno dei paesaggi più belli dell’Altopiano. L’escursione è facile, su mulattiera, a tratti esposto ma sempre ben protetto. Si consiglia l’utilizzo di una torcia per i tratti all’interno delle gallerie.

Caratteristiche del percorso
Difficoltà: facile
Dislivello: 150 m
Lunghezza: 6 Km a/r
Tempo: 3/4h (andatura turistica)

Il punto di partenza del sentiero è situato in corrispondenza del Piazzale "Principe del Piemonte" a Cogollo del Cengio. Dopo aver parcheggiato imboccherete la strada sterrata che parte dalla sinistra del piazzale. Il sentiero è tutto su mulattiera attraversando, in diversi punti, delle gallerie. La funzione di questa mulattiera di arroccamento, chiamata anche "granatiera", era quella di consentire l'accesso alla zona sommitale attraverso una via protetta dai tiri dell'artiglieria austriaca. Per tutto il tragitto avrete una spettacolare vista sulla parte finale della Valle dell'Astico e sulla retrostante pianura. Dopo aver raggiunto il Piazzale Pennella percorrendo un ultimo tratto di salita, accederete alla zona sommitale del monte. (1347m). Dopo aver visitato la cima, seguirete la strada militare da Piazzale Pennella vi porterà fino alla chiesetta intitolata ai Granatieri di Sardegna. Da qui per strada asfaltata fino al Piazzale Principe di Piemonte, punto di partenza. Pranzo al sacco. Per il pomeriggio potete rilassarvi nella SPA dell’hotel, oppure, fare una passeggiata per il centro di Asiago e visitare il famoso Sacrario, dove sono state traslate circa 54.000 salme e dove si può visitare l'annesso museo con cimeli, ricordi, materiale e la famosa lettera scritta da un giovane soldato alla vigilia della battaglia dell'Ortigara rinvenuta negli anni '50. (Il Sacrario è aperto dal martedì alla domenica la mattina dalle ore 9 alle 12, il pomeriggio dalle 14 alle 17.) Cena e pernottamento

4°giorno: Monte Zebio e ritorno a casa
Colazione e fine dei servizi.
Prima di tornare a casa, se avete voglia di camminare ancora, consigliamo l’escursione al Monte Zebio. Escursione adatta a tutti che non presenta difficoltà e di grande interesse storico.

Caratteristiche del percorso
Difficoltà: facile
Dislivello: +437m, -437m
Lunghezza: 8,3km
Tempo: 3h ca

Punto di partenza è la Croce di Sant’Antonio. (dall’aeroporto di Asiago in prossimità della contrada Rigoni di Sotto, si prende la strada per Val Giardini. Dopo circa tre chilometri si giunge alla Croce di S. Antonio). Da qui proseguirete verso il sentiero Cai n. 832, lungo il quale si incontrano il cimitero della Brigata Sassari e la Mina di Scalambron, due luoghi che meritano un momento di sosta. Qui, l'8 giugno 1917, l'intero Reggimento di Fanteria Catania fu spazzato via dall'accidentale scoppio della mina che esso stesso stava preparando, due giorni prima dell’attacco previsto dall'esercito italiano. Da qui continuerete e raggiungerete la Cima del Monte Zebio da dove si apre un ampio panorama che spazia dalla Val di Nos alle Melette di Gallio e Foza, da Cima Ekar al Monte Grappa. Da qui, lungo le trincee del M. Zebio raggiungerete Malga Zebio. Da Malga Zebio riprenderete il sentiero Cai 832 fino al Bivacco dell’Angelo da dove ritornerete al punto di partenza. Pranzo al sacco e rientro.

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Date e prezzi
Prezzo
22/04/21 / 25/04/21
Quota per persona in camera doppia base 2 partecipanti
€ 310

Supplementi

dal 28/01/21 al 22/04/21
Supplemento alta stagione per persona
€ 50
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Incluso/Escluso

Quota per persona in camera doppia.

QUOTA COMPRENDE
- 3 notti presso hotel 4 stelle in Camera Junior Suite con trattamento b&b
- Benvenuto da parte di un referente con consegna materiale informativo
- Assistenza h24
- Assicurazione medico bagagli + pacchetto Covid in Viaggio

QUOTA NON COMPRENDE
- Tutti i pranzi e le cene
- Spese personali
- Tutto ciò non menzionato in quota comprende

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Appunti di Viaggio

Scoprire il Veneto
L’Altopiano di Asiago, anche detto “dei Sette Comuni”, sorge in Veneto a 1000 metri di altitudine, in provincia di Vicenza.
Salendo dalla pianura per una ripida strada di dieci tornanti, l'altopiano mostra un magnifico paesaggio fatto di vasti prati, paesi dagli alti campanili e una corona di vette.
Le zone di Ortigara, Cima Caldiera, Portule, Cima Undici, Cima Dodici, teatro di aspri combattimenti durante la prima Guerra mondiale, sono oggi una destinazione privilegiata degli escursionisti sulle tracce della storia e del passato: ben visibili sono ancora i forti Verena, Interrotto, Corbin, Lisser, Campolongo.
Sacro agli alpini, il monte Ortigara è il luogo di battaglia più conosciuto della zona, e vale una visita il Museo all’aperto di Zebio, dove sono visibili camminamenti, trincee e ricoveri.

La visita dell'Altopiano può partire da Rotzo, il comune più antico, come testimonia la chiesa di Santa Margherita, fondata nell'anno Mille, per proseguire verso alcuni siti preistorici, tra cui il Bostel. Il comune di Roana, memore della cultura e della lingua cimbra, di derivazione germanica, è caratterizzato da sei borgate, dette i Sei campanili. Immersa nelle colline, incontriamo Asiago, completamente ricostruita dopo la Grande Guerra, famosa meta turistica, considerata una delle capitali dello sci di fondo in Italia. L’aria tersa e la scarsa presenza di luce urbana fanno di Asiago un luogo ideale per osservare le stelle, tanto che nel 1942 vi fu fondato l’Osservatorio astrofisico, con il telescopio Galileo, all'epoca il più grande d’Europa.
Nelle vicinanze, sulla cima del colle Leiten, campeggia la sagoma del Sacrario Militare dove sono raccolte le spoglie di oltre 54 mila soldati.

Poco distante troviamo Conco, conosciuta soprattutto per le due importanti stazioni turistiche di Val Lastaro e Biancoia. Alla nascita della Reggenza dei Sette Comuni, Conco non esisteva in quanto era una contrada di Lusiana, solo in seguito si sono divisi ed oggi, infatti, i Comuni sono 8. A Lusiana, grazioso comprensorio turistico, tra le opere più interessanti a livello artistico si segnalano le pale di Jacopo Bassano e la chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo.
Proseguendo verso est, c'è Gallio, noto per le sue strutture sportive, come il trampolino da sci, ma anche per gli impianti per lo sci alpino che in estate si trasformano in un bike park.

Tra i boschi sorge Foza, dai caratteristici decori realizzati da artisti provenienti da tutt’Italia, mentre all’estremità dell’altopiano si trova Enego, con la trecentesca torre scaligera e le piste da fondo; dal paese si può godere di uno splendido panorama sulle Dolomiti e sul monte Grappa.


L'altopiano di Asiago e i suoi comuni sono un luogo incantevole e rilassante, dove, sia in inverno sia in estate, si possono conciliare natura, sport, cultura e benessere.
L’altopiano è universalmente considerato luogo perfetto per gli appassionati di mountain bike e dello sci di fondo (oltre 500 chilometri di tracciati, tra cui uno spettacolare anello di 250 chilometri, che tocca tutti i comuni).
Una sessantina d’impianti di risalita, piste da pattinaggio e sentieri per passeggiate nella neve, anche con le ciaspole, ne fanno una meta ideale per chi ama sport e natura.
Dalla primavera all’autunno a disposizione degli sportivi ci sono infatti centri equestri, campi da golf , piscine coperte, campi da tennis, bocce, tiro con l’arco, salti nel vuoto con l’elastico dal ponte sulla val Gadena, rafting, hidrobob, voli con parapendio e un numero infinito di escursioni di ogni livello.

È IMPORTANTE SAPERE CHE
Il nome di Asiago è indissolubilmente legato a quello del prelibato e omonimo formaggio, prodotto sull’Altopiano da tempo immemorabile ed ora divenuto DOP (Denominazione di Origine Protetta).
Le sue origini si fanno risalire al decimo secolo, quando il vescovo di Padova, signore di queste terre, veniva pagato dai suoi vassalli con questa specialità. Ne esistono due qualità: l’Asiago d’allevo (a pasta dura, prodotto con latte scremato, dal sapore deciso) e l’ Asiago pressato (prodotto con latte intero, è chiamato anche dolce per il suo sapore di latte fresco ed ha una stagionatura variabile dai 25 ai 50 giorni). L’Asiago è anche l’ingrediente principale dei gustosi piatti della gastronomia locale, come il tradizionale fan frich, sorta di frittata con le patate.

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